martedì 14 giugno 2016
domenica 29 novembre 2015
I quattro angeli dell' avvento Storie per le domeniche d’avvento

I quattro angeli dell'
Storie per le domeniche d’avvento
Il primo angelo
L’angelo Blu
Non è possibile ascoltare ... Non si riesce a sentire loro con le nostre orecchie perché sono sempre gli stessi rumori che risuonano: passaggio di automobili, il rumore della strada, tv accesa, e così via.
Tuttavia, quattro settimane prima di Natale accade una qualcosa di molto importante: un grande angelo scende dal cielo per invitare gli abitanti della terra per prepararci al Natale. Questo angelo indossa un ampio mantello blu, intessuto di silenzio e di pace. La maggior parte delle persone non capiscono, perché sono troppo occupati con altre cose, ma l'Angelo canta con voce profonda, e solo chi ha un cuore attento può sentirlo.
L’angelo Blu ci dice: "il cielo è sulla terra. Dio viene ad abitare i cuori degli uomini. Prestate attenzione! Apri la porta!"
Ecco come questo giorno l'angelo va e parla a tutti gli uomini e coloro che lo ascoltano possono prepararsi al Natale, cantando alcune canzoni e accendendo una candela Blu...
Buon inizio d'avvento a tutti...
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Pedagogia Waldorf
giovedì 29 ottobre 2015
I 4 temperamenti psicologici di Rudolf Steiner. La soluzione è l’equilibrio
Sebbene molti psicologi moderni la ritengono superata, la teoria dei temperamenti, risalente all’antichità, fu ripresa da Rudolf Steiner e, nelle scuole antroposofiche, è ritenuta una conoscenza dalla quale il maestro non può prescindere .
Il fondatore della scienza dello spirito, infatti, pone l’accento sulla necessità che il docente acquisisca consapevolezza circa il proprio temperamento e quello appartenente a ciascun discente, affinché sia in grado di auto educarsi e comportarsi in conformità ai bisogni dei propri allievi e alla materia che si intende trattare, per una pedagogia ed una didattica che osservino ugualmente l’intera vita umana e l’eterno nell’uomo.
I temperamenti influenzano il comportamento delle persone ed essi sono determinati dall’influsso e dal dominio di una delle quattro entità di cui è costituito l’uomo. Rudolf Steiner, infatti, definisce l’uomo, quale ci appare nella vita, come l’insieme di quattro entità, quali:
1) il corpo fisico, ossia quello che l’uomo ha in comune con il regno minerale, con la materia.
2) Il corpo eterico o virtuale, definito anche corpo del sistema ghiandolare, cioè lo spirito, quell’entità che compare unita al corpo fisico e se ne divide con la morte.
3) Il corpo astrale o corpo dei nervi che, dominato dal sistema nervoso, determina le nostre passioni ed i nostri ideali.
4) L’Io, dominato dal sistema circolatorio del sangue; è la coscienza di sé che distingue gli esseri umani da tutte le altre creature visibili. Infatti mentre il corpo fisico è in comune con il mondo minerale, il corpo eterico in comune con il mondo vegetale, il corpo astrale con il regno animale, l’io determina l’unicità dell’essere umano.
Di seguito vengono descritte le manifestazioni psicologiche di ciascun temperamento, per cui, si possono persino individuare precise caratteristiche fisiologiche.
Nel temperamento malinconico prevalgono le esigenze dell’io.
Il bambino malinconico presenta uno sguardo riflessivo come se in lui fosse presente qualcosa di vecchio, indicatore di una maturità precoce. In genere ha tratti ben formati ma delicati, tende a mangiare poco e presenta una fisicità fragile.
Il bambino malinconico presenta uno sguardo riflessivo come se in lui fosse presente qualcosa di vecchio, indicatore di una maturità precoce. In genere ha tratti ben formati ma delicati, tende a mangiare poco e presenta una fisicità fragile.
Nel temperamento collerico è il corpo astrale a predominare. Il soggetto collerico ama il pericolo e se non ottiene quello che vuole può arrivare a crisi convulsive. Il bambino presenta una predisposizione alla rotondità, un tronco che predomina sugli arti e testa grande e fronte sviluppata.
Se la vita animica è mossa dalle forze eteriche nel bambino prevale iltemperamento sanguinico. In questo caso il bambino tende a fare molte cose contemporaneamente e con rapidità, non sta mai fermo, si muove in punta di piedi, parla molto e mangia velocemente.
Quando a prevalere è il corpo fisico si manifesta il temperamento flemmatico. Si tratta di bambini che amano mangiare e bere, spesso superano di peso i coetanei e tendono a camminare tardi.
Nell’adulto, poiché l’interazione tra elemento corporeo, animico e spirituale si compie in modi diversi, i vari temperamenti rivelano altri aspetti dell’organizzazione umana.
In linea generale, comunque, si può affermare che a ogni età della vita corrisponde un temperamento per cui, il temperamento sanguinico si dimostra spiccato nell’infanzia, il collerico nell’adolescenza, il melanconico nella mezz’età e il flemmatico nella vecchiaia.
Tuttavia, nonostante si possa operare la suddetta distinzione, nel tentativo di riconoscere i temperamenti, si può parlare di prevalenza, in quanto le predisposizioni legate al temperamento sono mescolate secondo particolari affinità. Persone colleriche o flemmatiche, per esempio, hanno a volte qualche tratto caratteristico rispettivamente del temperamento sanguinico o malinconico. I temperamenti, dunque, sono amalgamati tra loro e, spesso, nel corso della vita, si possono modificare anche in modo notevole, senza l’intervento diretto dell’interessato.
Le manifestazioni del temperamento appaiono profondamente radicate nell’essere umano, e nel contempo, hanno qualcosa di mutevole, di complesso e di veramente enigmatico.
Quello dei temperamenti rappresenta un campo di potenti forze e strutture di natura soprasensibile ed è per questo che risulta difficile influire sui comportamenti determinati dal temperamento che, spesso, si presentano in forme molto elementari. Tuttavia, ogni forma di unilateralità del temperamento porta alla patologia ed in questo caso l’educatore deve operare un lavoro di “messa in equilibrio” tra i vari temperamenti in ogni singolo bambino.
Nel tentativo di aiutare i ragazzi a superare i lati unilaterali e devianti del loro temperamento, Steiner suggerì di non accantonare i problemi connessi col temperamento predicando ai bambini il dominio di sé poiché si tratta di forze che hanno bisogno di esplicarsi e che si modificano lentamente.
Per una graduale trasformazione di queste forze si può intervenire sull’alimentazione. Dunque, per i flemmatici, che normalmente hanno la tendenza a mangiare troppo e in genere prediligono cibi sostanziosi, può essere utile evitare le uova e le pietanze che le contengono. Nel caso dei collerici, di natura focosa, è bene non dare cibi piccanti o speziati. I sanguinaci, spesso molto golosi di zucchero, dovrebbero non mangiare troppe caramelle, mentre coi malinconici è opportuno abbondare coi dolci.
Tuttavia ciò che conta maggiormente è il modo di impostare l’insegnamento. Il maestro dovrebbe cercare di creare delle situazioni nelle quali i lati troppo accentuati del temperamento di un bambino vengono portati all’eccesso, suscitando in lui una reazione. Steiner consigliava inoltre di assegnare i posti in classe in modo che bambini dello stesso temperamento stiano vicini poiché il confronto continuo smussa gli eccessi e, nel caso dei flemmatici, la noia reciproca rappresenta uno stimolo a reagire.
Con queste premesse è ancor più evidente che non è pensabile indurre i bambini a dominare in qualche modo il proprio temperamento. Il maestro, dunque, deve esercitarsi a palesare tutti e quattro i temperamenti, perché risulta molto più efficace non contrastare il temperamento ma assecondarlo, non accantonarlo o piegarlo, ma cercare di armonizzarlo e trasformarlo con delicatezza.
Ma perché Steiner ha posto tanta enfasi sui temperamenti? La risposta la troviamo nelle sue parole:
“Se per avere principi pedagogici, impulsi pedagogici, si considera così l’intera vita umana, e non, come è più comodo, solo l’età infantile, allora ci diventerà ben chiaro quale centrale significato, in tutta la vita dell’uomo, abbiano proprio l’educazione e l’insegnamento, e come, sovente, felicità e infelicità nello spirituale, nell’animico e nel corporeo dipendano dall’educazione e dall’insegnamento. Quando si vede come il medico deve correggere, senza che lo sappia, nell’uomo divenuto vecchio, gli errori dell’educazione, e sovente non può più farlo perché essi sono penetrati troppo a fondo nell’essere umano, allorché si vede che quanto giunge animicamente al bambino si trasforma in effetti fisici, allorché si osserva questo reciproco agire tra fisico e psichico, allora si giunge alla giusta attenzione, al giusto apprezzamento per ciò che deve essere veramente la metodica dell’insegnamento, per quelle che devono essere veramente le esigenze dell’educazione, semplicemente secondo l’essenza stessa della natura umana”.
E’ necessario, dunque, che il maestro si eserciti nell’autoeducazione poiché l’influsso del temperamento del maestro, scavalcando l’animo del bambino, prosegue fin dentro al corporeo e può scatenare future malattie.
Steiner, dunque, considera il bambino come un essere in divenire che si plasma a contatto con il maestro, il quale deve lavorare su stesso perché il suo ruolo non si limita ad un trasferimento di nozioni bensì il suo modo di essere ricade sul bambino e sul futuro uomo e avrà ripercussioni per tutta la vita. Egli infatti dichiarava quanto segue:
“Come un seme, che viene gettato nella terra in autunno e in primavera riappare nella pianta, così quanto viene seminato nel bambino di otto, nove anni, riappare nel quarantacinquesimo, cinquantesimo anno di vita”.
Valeria Montuori
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La dieta dei 7 cereali: nutrimento per il corpo e l’anima
Ti sei mai interrogato sull’origine e sul significato dei giorni della settimana? Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato e domenica non sono nomi scelti a caso, la loro origine si perde nella notte dei tempi ed è associata ai Pianeti. Basta un po’ di attenzione per accorgersene: cosa ti ricorda la parola “Lunedì”? Porta con sé la Luna. E Martedì? Ovviamente Marte.Mercoledì è Mercurio, Giovedì è Giove, Venerdì è Venere, Sabato è Saturno, Domenica si riferisce al Sole. Nomi che, a dispetto dei tempi, hanno mantenuto il legame con la radice originaria, quando i Pianeti non erano solo corpi celesti, ma divinità. In quest’ottica ogni giorno racchiude delle qualità particolari, a seconda del Dio cui corrisponde e a queste qualità si possono associare specifici stati interiori. Associazioni che un tempo apparivano del tutto naturali ma che, oggigiorno, risultano quanto meno assurde.
Ma Rudolf Steiner va oltre, proponendo addirittura una relazione fra cereali e giorni della settimana. Pochi di noi, oramai, impostano la dieta settimanalesulla base di questi presupposti, guardando piuttosto ad aspetti prettamente nutrizionali. Ma come riporta il testo “Alimentazione e Scienza spirituale” di Udo Renzenbrink, “il ritmo dei giorni della settimana è una realtà attraverso la quale la nostra vita acquista forma e colore.” Delineando un’immagine per ciascun giorno, potremmo quindi associare a ognuno di essi un cereale, le cui caratteristiche corrispondano a quelle del giorno prescelto. Anche se a livello puramente fisico questo procedimento non sembra avere alcun senso, né determinare alcun cambiamento, a livello animico il senso esiste eccome. Non è obbligatorio seguire alla lettera un piano settimanale rigoroso, né crederci, ma come si suol dire, tentar non nuoce. E anche se non avessi intenzione di sperimentare l’efficacia della dieta dei 7 cereali, quanto illustrato di seguito ti aiuterà a scoprire significati simbolici che probabilmente ignoravi. E che un giorno, forse, potrebbero tornarti utili.
Lunedì: riso
Il Lunedì, come premesso, è il giorno della Luna, la cui forza è di tipo femminile, passivo. La luna infatti riflette la luce del Sole, agisce sulla forza vitale anziché donare la vita, come fa l’astro domenicale. Il suo elemento è l’acqua, che ne è a sua volta influenzata. E’ l’astro della notte, cela un potere misterioso. Qualità che appartengono al giorno corrispondente, il lunedì, nonostante si siano perse nel corso del tempo. Il lunedì, in quest’ottica, non è il momento dell’azione, ma il tempo della programmazione di ciò che verrà, dell’elaborazione interiore di ciò che è stato. Si riflette sul passato (il weekend) per agire nel futuro (la settimana). Il cereale che meglio identifica queste qualità è il riso, a sua volta imparentato con l’acqua e le forze costruttrici del vivente.
Martedì: orzo
Martedì è il giorno di Marte, dio della guerra. E’ quindi il tempo dell’azione, del coraggio, dell’avvio di nuove imprese, purché mosse dalla forza del cuore. Il cereale in grado di stimolare gli uomini ad agire e nel contempo ad attivare le loro teste era, secondo gli antichi Greci, l’orzo. Non a caso veniva considerato midollo degli uomini, ma anche cibo dei filosofi.
Mercoledì: miglio
Il mercoledì è il giorno di Mercurio, messaggero degli dei, capace di congiungere piani diversi, il cielo con la terra. Mercurio è il pianeta della comunicazione, grande trasmutatore ma anche risanatore, cui corrisponde il miglio, cereale estremamente piccolo ma mobile, che agisce sulla pelle e sugli organi di senso, adibiti al contatto con l’esterno.
Giovedì: segale
Il giovedì è il giorno di Giove, padre degli dei, che simboleggia il potere, l’abbondanza e la ricchezza. E’ un giorno regale, magnanimo, saggio, associato alla segale in quanto cereale dalla figura possente, elevata, ferma. In questo momento abbiamo a disposizione moltissima energia formativa e la segale contribuisce a stimolare l’organo maggiormente influenzato da questo pianeta, ovvero il fegato.
Venerdì – Avena
Il venerdì è associato al Pianeta e alla Dea Venere, simbolo per eccellenza della bellezza, ma anche dell’amore, dell’arte, del piacere di vivere nonché madre di ciò che germoglia. Il cereale corrispondente è l’avena, poiché in relazione con le forze vitali edificanti, nonostante in apparenza risulti molto diversa da Venere, e decisamente meno avvenente. Ma si sa, gli opposti si completano a vicenda.
Sabato – Mais
Sabato è il giorno di Saturno ed essendo quest’ultimo il Pianeta della privazione, un po’ castrante, l’atmosfera corrispondente sarà impregnata di serietà. Al giorno d’oggi il sabato ci appare tutt’altro che cupo visto che, finalmente, possiamo goderci il meritato riposo. Ma in realtà, originariamente, questo è il momento per riflettere su quanto accaduto nella settimana, raccogliendo solo le cose utili. La riflessione implica necessariamente un minimo di serietà e il ritiro interiore. Simbolicamente il cereale più affine è ilmais.
Domenica – Frumento
La Domenica è il giorno del Sole, la festa cristiana, il giorno della guarigione, durante il quale siamo chiamati a guardarci dentro in contemplazione meditativa. Anche se qualunque cereale è figlio del Sole, ilfrumento lo è in modo particolare, simbolo per eccellenza dell’oro solare. Esso agisce sull’organismo in modo equilibrato, diffondendosi in tutto il corpo.
Laura De Rosa
sabato 25 luglio 2015
I bambini hanno bisogno di fiabe
Scrissero una volta i fratelli Grimm e continuarono: "le fiabe sono capaci di cogliere i puri pensieri di un'osservazione infantile del mondo, in parte per il modo in cui sono divulgate, in parte per loro intrinseca natura; nutrono in modo immediato come il latte, leggere e gradevoli, o come il miele, dolci e nutrienti, senza pesantezza terrestre."
di: Jacob Streit
L'origine delle fiabe
La maggior parte delle favole sono state raccolte e in parte riscritte nel corso dell'Ottocento da estensori che, come i fratelli Grimm, ne avevano riconosciuto il valore e il contenuto. Erano racconti orali, sopravvissuti per secoli passando di generazione in generazione.
In tempi antichi anche nei nostri paesi europei vi furono narratori itineranti di fiabe, quali oggi si possono ancora incontrare in Oriente. Presso di noi le favole divennero ben presto tesori di famiglia. Per lo più erano gli anziani cui spettava l'onore e il dovere di raccontarle ai più giovani. Per trovare però la radice originaria delle fiabe, dobbiamo tornare indietro nel tempo, molto prima della nascita di Cristo, dove la storia sprofonda nel crepuscolo.
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martedì 14 luglio 2015
Primavera & Estate 2015
Al Nido i giorni passano senza renderci conto, ed ecco che è arrivata la primavera !!...lunghe passeggiate sull'orto, lavoretti sul giardino... Pic-nic sull'orto ... tanto da scoprire ...


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I Giorni al N I D O
mercoledì 25 marzo 2015
Storia del Leprotto di Pasqua
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C’erano una volta un papà leprotto ed una mamma leprotto che avevano sette leprottini e non sapevano quale sarebbe diventato il vero Leprotto di Pasqua. Allora mamma leprotto prese un cestino con sette uova e papà leprotto chiamò i leprottini. Poi disse al più grande: “Prendi un uovo dal cestino e portalo nel giardino della Grande Casa dove ci sono molti bambini”. Il leprotto più grande prese l’Uovo d’Oro, corse nel bosco, attraversò il ruscello, uscì dal bosco, corse per il prato e giunse al giardino della casa. Qui, voleva saltare oltre il cancello, ma fece un balzo così grande e con tanta forza che l’uovo cadde e si ruppe. Questo non era il vero Leprotto di Pasqua.
Ora toccava al secondo. Egli prese l’Uovo d’Argento, corse via nel bosco, attraversò il ruscello, uscì dal bosco, corse per il prato; allora la gazza gridò: “Dallo a me l’uovo, dallo a me l’uovo, ti regalerò una moneta d’argento!”. E prima che il leprotto se ne accorgesse la gazza aveva già portato l’Uovo d’Argento nel suo nido. Neanche questo era il vero Leprotto di Pasqua.
Ora toccava al terzo. Questi prese l’Uovo di Cioccolato. Corse nel bosco, attraversò il ruscello, uscì dal bosco e incontrò uno scoiattolo che scendeva saltellando da un abete. Lo scoiattolo spalancò gli occhi e chiese: “Ma è buono l’uovo?”.
“Non lo so”, rispose il leprottino “lo voglio portare ai bambini!”.
“Lasciami provare!”. Lo scoiattolo cominciò a leccare l’uovo e poichè gli piaceva tanto non la smetteva più e leccò pure il leprotto, fino a che dell’uovo non rimase nulla. Quando il piccolo tornò a casa, mamma leprotto lo tirò affettuosamente per la barbetta ancora sporca di cioccolato e gli disse: “Neanche te sei il vero Leprotto di Pasqua”.
Ora toccava al quarto. Il leprottino prese l’Uovo Chiazzato. Con quest’uovo corse nel bosco e arrivò al ruscello. Saltò sul ramo d’albero posto di traverso ma nel mezzo si fermò. Guardò giù e si vide nel ruscello, come in uno specchio. E mentre così si rimirava l’uovo cadde nell’acqua con gran fragore. Nemmeno lui era il vero Leprotto di Pasqua.
Così toccò al quinto. Prese l’Uovo Giallo. Corse nel bosco e ancor prima di raggiungere il ruscello incontrò la volpe, che gli disse: “Su, vieni con me nella mia tana a mostrare ai miei piccini questo bell’uovo!”. E i piccoli volpacchiotti si misero a giocare con l’uovo fino a che non si ruppe. Il leprotto corse svelto, svelto a casa, con le orecchie basse. Non era il vero Leprotto di Pasqua.
Il sesto leprotto prese prese l’Uovo Rosso. Con l’uovo rosso corse nel bosco dove incontrò un altro leprotto. Appoggiò il suo uovo sul sentiero e presero ad azzuffarsi. Si diedero delle grandi zampate e alla fine l’altro fuggì a “zampe levate”. Ma quando il leprotto cercò il suo uovo era tutto rotto, calpestato, ridotto in mille pezzettini. Neanche lui era il vero Leprotto di Pasqua.
Finalmente toccò al settimo leprottino, era il più giovane e il più piccolo. Egli prese l’Uovo Blu e corse nel bosco. Per la via incontrò un’altro leprotto ma lo lasciò passare e poi continuò la sua corsa. Venne la volpe ma il nostro leprottino fece un paio di salti in qua e in là e continuò a correre e giunse al ruscello. Con lievi salti lo attraversò passando sul tronco d’albero. Venne lo scoiattolo ma egli continuò a correre e giunse nel prato. Quando la gazza strillò egli rispose: “Non mi posso fermare, non mi posso fermare!”. Finalmente giunse al giardino della Grande Casa. Il cancello era chiuso. Allora fece un salto, nè troppo grande nò troppo piccolo, e depose l’uovo nel nido di erba fresca e fiori che i bambini avevano preparato.
I bimbi uscirono gioiosi con i loro cestini alla ricerca dell’uovo e lo trovarono proprio lì, accanto al cespuglio nel loro nido. I loro visi erano raggianti e corsero felici dalla mamma e dal papà che li aspettavano felici sull’uscio di casa. Il leprottino era rimasto là a godersi lo spettacolo, in silenzio.
Questo era il Vero Leprotto di Pasqua!
Queste bellissime immagini Pasquali provengono dal sito “Silver Collect Blog“.
Questo Leprotto però è speciale e non andrebbe confuso con le comuni lepri dei campi e i loro amici conigli. Essi sono suoi buoni amici ma questo leprotto è invisibile ed ha naturalmente un mantellino d’oro. Affinchè il Leprotto Pasquale possa arrivare, gli adulti dovranno conoscerlo meglio ed essere convinti del suo mitico valore. Il Leprotto è un erbivoro e non fa male a nessun altro animale. La Lepre non ha, al contrario del Coniglio, alcuna tana o cunicolo per nascondersi. Vive così in una certa mancanza di patria, o visto in altro modo, ovunque è la sua patria. Il Leprotto in alcune regioni veniva chiamato “Maestro delle Lampade”, “Mister Lampe”. Lo si accoglieva come portatore di luce in senso simbolico e come “Animale Guida”.Questo nome, inoltre, indica bene la sua appartenenza alla Dea Germanica della Luce e della Primavera, di cui il Leprotto era messaggero e accompagnatore.
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Racconti ...
venerdì 13 marzo 2015
Giornate speciali
Al nido si vivono momenti di gioco, di scoperta, di esperienze, di creatività... ogni momento è importante e significativo dando al tempo un suono chiamato ritmo...
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I Giorni al N I D O
lunedì 12 gennaio 2015
GIOCATOLI PERCHE' MEGLIO NATURALI?
Giocatolo
Quale giocatolo regalar o comprare ai nostri bambini?
Perché nelle scuole Waldorf non vengono utilizzati oggetti di plastica, siano questi giocatoli, mobili, sedie, etc.?
Non è un capriccio o moda retro dei nostri nonni. E’ perché avendo materiali naturali si stimola il senso del tatto e non solo, elementi tali come il legno, la terra, piante, etc., mette in diretto contatto uomo e la natura.
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Stimolando la sensibilità del bambino attraverso oggetti di provenienza naturale, si starà dando la possibilità che si senta a se stesso e possa percepisce l’altro,sviluppando nel piano sociale il senso interno dell’empatia (sentire l’altro) e con questo sviluppando in maniera naturale il limite di se e dell'altro.
Il bambino che è sposto ai prodotti derivati dal petrolio, fatti in maniera industriale, ha il rischio di presentare disfunzioni sui tutti i sensi di base.
Un problema è anche la perdita del tatto cioè non riuscire a differenziare tra prodotti naturali e plastico (freddo)
Questo a livello emozionale fa che i bimbi si chiudano in se stessi risultando freddi nel fare e ostili nel mondo sociale, non riescono a percepire i propri limiti e tendono ad avere problemi di condotta.
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lunedì 22 dicembre 2014
Il quarto angelo d'avvento "L'angelo viola"
L'ultima domenica prima di Natale un grande Angelo con il mantello di un colore violetto molto delicato e caldo appare in cielo e sorvola tutta la terra. Tiene nella sua mano una grande lira. Suona con questa lira una musica molto dolce e canta un canto molto armonioso e chiaro. Ma per udirlo bisogna avere un cuore silenzioso e attento.
Egli canta il grande canto della Pace, il canto del Bambino Natale e del Regno di Dio che viene sulla terra.
Moltissimi angioletti lo accompagnano e anch'essi cantano e giubilano nel cielo.
Allora tutti i semi che dormono nella terra si risvegliano e la terra stessa ascolta e trasale: il canto degli angeli le dice che Dio non la dimentica e che un giorno sarà di nuovo un Paradiso.
tratto da "Festeggiare l'Avvento " di Soline e Pierre Lienhard
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lunedì 15 dicembre 2014
Verso il Natale ...
Atmosfera di Natale
Sento come disincantato
il figliolo dello Spirito nel grembo dell'Anima;
nella chiarezza del cuore
la sacra parola universale ha generato
il frutto celeste della speranza
che cresce giubilando nelle lontananze del mondo
del fondamento divino del mio essere.
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Terza domenica l'angelo bianco ...
La terza domenica, un angelo tutto bianco e luminoso discende verso la terra. Tiene nella sua mano destra un raggio di sole che possiede un potere meraviglioso. Va verso tutti gli esseri umani nel cui cuore l'angelo rosso aveva trovato dell'amore autentico e li tocca con il suo raggio di luce. Allora questa luce penetra nel cuore di questi uomini e si mette a rischiararli e a riscaldarli dall'interno.
Ed è come se il sole si accendesse nei loro occhi e discendesse nelle loro mani, nei loro piedi e in tutto il loro corpo. Persino i più poveri, i più umili fra gli uomini sono così trasformati e cominciano ad assomigliare agli angeli, perché hanno un po' d'amore puro nel loro cuore.
Ma non tutto il mondo vede questo angelo bianco.
Solo gli angeli lo vedono e coloro i cui occhi sono stati illuminati dalla sua luce.
È con questa luce negli occhi che si può vedere anche il piccolo Bambino che nasce nella mangiatoia.
tratto da "Festeggiare l'Avvento " di Soline e Pierre Lienhard
Ed è come se il sole si accendesse nei loro occhi e discendesse nelle loro mani, nei loro piedi e in tutto il loro corpo. Persino i più poveri, i più umili fra gli uomini sono così trasformati e cominciano ad assomigliare agli angeli, perché hanno un po' d'amore puro nel loro cuore.
Ma non tutto il mondo vede questo angelo bianco.
Solo gli angeli lo vedono e coloro i cui occhi sono stati illuminati dalla sua luce.
È con questa luce negli occhi che si può vedere anche il piccolo Bambino che nasce nella mangiatoia.
tratto da "Festeggiare l'Avvento " di Soline e Pierre Lienhard
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martedì 9 dicembre 2014
L' angelo rosso ... seconda settimana d'avvento
Seconda settimana dell'Avvento: l'Angelo rosso
Oggi un secondo angelo discende dal cielo.
È vestito con un grande mantello rosso e porta nella sua mano sinistra un grande canestro, tutto d'oro.
Questo canestro è vuoto e l'angelo vorrebbe riempirlo per riportarlo tutto pieno d'innanzi al trono di Dio. Ma cosa vi andrà a mettere?
Il canestro è molto fine e delicato,perché è intrecciato con raggi di sole; non ci si possono mettere cose dure e pesanti dentro. L'angelo passa molto discretamente in tutte le case,su tutta la terra e cerca...
Che cosa cerca? Egli scruta il cuore di tutti gli uomini per vedere se vi trova un po' d'amore completamente puro.
E questo amore lo mette nella sua coppa e, quindi, lo porta verso il cielo.
E là, coloro che abitano il cielo, gli angeli e anche gli uomini che sono morti sulla terra, prendono questo amore e ne fanno luce per le stelle.
Dal Calendario dell'anima - di Rudolf Steiner
8-14 dicembre
Nelle profondità dell'essere mio m'annuncia,
di rivelarsi anelo,
segretamente il verbo universale:
le mete adempi dell'opera tua
col lume mio spirituale,
per offrire mediante me te stesso,
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lunedì 24 novembre 2014
I quattro Angeli dell'avvento
I quattro angeli dell' avvento
Storie per le domeniche d’avvento
Il primo angelo
L’angelo Blu
Non è possibile ascoltare ... Non si riesce a sentire loro con le nostre orecchie perché sono sempre gli stessi rumori che risuonano: passaggio di automobili, il rumore della strada, tv accesa, e così via.
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mercoledì 19 novembre 2014
Nido Famiglia, Tagesmutter, Mamma di giorno, Cos'è?
E' l'attività di persone, professionalmente preparate, che accudiscono ed educano, presso la propria o altrui abitazione, più bambini assicurando loro cure familiari, inclusi i pasti e la nanna, secondo criteri e modi intervento consapevoli dei fini sociali ed educativi.
Ogni regione almeno in Italia ha acquisito la formula migliore per dare a questa figura professionale uno spazio nel territorio e dare la possibilità di lavorare in regola e d'accordo con le normative vigenti per le strutture che accudiscono la prima infanzia, per esempio nella Regione Veneto questo viene regolato dalla Direzione dei servizi sociali e per potere aprire un nido famiglia è necessario avere frequentato un corso organizzato dalla regione e dopo il superamento dell'esame ci si può avere la qualifica come "collaboratrice educativa" unico percorso valido per l'apertura di queste strutture...
giovedì 6 novembre 2014
Marta Gómez - Dormite
martedì 21 ottobre 2014
Come coltivare il ritmo nei bambini ...
COLTIVARE IL RITMO
Tutte le funzioni organiche del corpo umano possiedono
il suo proprio ritmo. Conosciamo i ritmi circadiani o giornalieri, nella
maggiore parte delle funzioni metaboliche. Esistono anche
altri ritmi settimanali e mensili che possiamo osservare attraverso certe
malattie. Anche il ritmo annuale è importante per il nostro corpo. Allo stesso
modo il tempo di sviluppo dell’ embrione e fetale, più il primo trimestre
sommano un anno, dopo il quale il rischio per il corpo fisico diminuisce; il ritmo annuale è quello che stabilizza
il corpo fisico. La crescita e il farsi più vecchi o grandi ha un ritmo
annuale, come indicatore della conclusione di una fase determinata dello
sviluppo; per questo è importante festeggiare il compleanno del bambino
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Pedagogia con Arte
“E una donna che teneva un bambino al seno disse:
"parlaci dei figli".
I vostri figli non sono vostri figli.
sono i figli e le figlie della brama
che la vita ha per se stessa.
Essi non provengono da voi, ma attraverso voi,
e benché stiano con voi, non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore
ma non i vostri pensieri,
poiché essi hanno i propri pensieri.
Potete dar alloggio ai loro corpi, ma non alle loro anime,
poiché le loro anime dimorano nella casa del domani,
che voi non potete visitare nemmeno in sogno.
Potete sforzarvi di essere come loro:
non cercate però di renderli come voi,
la vita, infatti, non torna indietro
né indugia sul passato.
Voi siete gli archi dai quali i vostri figli
come frecce viventi sono lanciati.
L’Arciere vede il bersaglio sul sentiero dell’infinito
e vi piega con la sua potenza
perché le sue frecce
volino veloci e lontane.
Lasciatevi tendere con gioia dalla mano dell’Arciere;
poiché come egli ama la freccia che vola
così ama pure l’arco che è ben saldo”K.Gibran























